Questi reati infatti non sono in aumento, il che significa che erano precedentemente commessi da autori in gran parte italiani, spesso anch’essi in condizione di povertà ed esclusione sociale. L’aumentato tasso di criminalità degli immigrati deve essere considerato un tratto essenziale del nuovo processo di inserimento degli immigrati terzomondiali nelle società occidentali e in quelle europee in particolare, Italia compresa? Il rapporto è stato citato era come esempio, per mostrare la diversa " cassa di risonanza" che alcuni argomenti ricevono dai mass-media, e come questo diverso trattamento impatta sulla percezione della popolazione rispetto a certi fenomeni sociali. Buona giornata! Attenzione però: la gran parte degli stranieri detenuti (circa il 90%) sono irregolari. Non mancano altri reati, quali lesioni volontarie, violenze sessuali ed omicidi, i quali si configurano come violenze spesso impulsive che esprimono la difficoltà nella gestione dei rapporti familiari e sociali. 3. L’Istat cura da anni uno specifico indicatore, che permette di misurare la percezione da parte delle famiglie italiane del rischio di criminalità, quantificando l’incidenza percentuale di quelle che avvertono “molto o abbastanza” tale rischio nella zona in cui vivono. Negli anni successivi alla grande crisi del 2008 è stata forte, in tutti gli Stati Membri dell’UE la preoccupazione nei confronti della criminalità, della sicurezza e della immi- grazione. L’incremento delle denunce dipende dall’attività criminale commessa, dalla capacità delle forze di polizia di intercettarla, dall’eventuale aumento della popolazione di riferimento (così è stato per gli stranieri) o dalla sua diminuzione (così è stato per gli italiani). Photo credit: Funky64 (www.lucarossato.com) via Visual Hunt / CC BY-NC-ND Immigrazione e criminalità: il nesso che non c’è. I primi due paragrafi riguardano, rispettivamente, l’evoluzione della criminalità nell’Italia del Dopoguerra (caratterizzata da ultimo anche dalla componente straniera) e la presentazione degli archivi specifici dai quali si desumono i dati statistici sulla criminalità. Le statistiche giudiziarie dell’ISTAT trattano i dati sulle denunce (solo di quelle che hanno dato seguito a un’azione giudiziaria) e sulle condanne trasmessi dal Ministero della Giustizia, distinguendo tra italiani e stranieri, ma a loro volta senza essere in grado di distinguere se la loro presenza in Italia sia regolare o meno. Se i media tendono a enfatizzare gli episodi criminali e far passare quasi sotto silenzio il netto calo della criminalità in Italia negli ultimi anni, e se enfatizzano soprattutto la nazionalità degli autori dei reati a discapito di altre informazioni socio-demografiche, ecco che l’opinione pubblica sarà portata a credere che la criminalità sia in aumento a causa dell’aumento del numero degli immigrati. Con gli anni Ottanta in … Vero o falso? I dati presentati non consentono di parlare di un’emergenza sicurezza in Italia, e smentiscono l’ipotesi di un aumento degli episodi di criminalità determinato da una maggiore presenza di immigrati. Non capisco come faccia poi a sostenere che “molti reati sarebbero comunque compiuti”. È sbagliato vedere la cosa a senso unico, a mio parere. Negli anni Duemila la presenza immigrata, oltre a essere diventata più consistente, si è caratterizzata per la tendenza a un insediamento familiare e di lungo periodo, mentre, per quanto riguarda la devianza si rileva l’emergere, accanto alla criminalità comune, di quella organizzata e ha maggiore rilevanza, nelle statistiche penali, seppure riferibile a determinati gruppi nazionali. KARIM HANNACHI Nel 2015 ci sono stati 4,7 sequestri ogni 100 mila abitanti contro il sorprendente dato di 139 sequestri ogni 100 mila abitanti nel Regno Unito. Un aspetto fondamentale, sul quale diversi studi hanno insistito (Banca d’Italia, Lavoce.info, Idos) consiste nel sottolineare che le denunce nei confronti degli stranieri sono aumentate in misura minore rispetto all’aumento della loro presenza, senza che si possa stabilire una correlazione diretta ed equivalente tra i due fattori; tra il 2004 e il 2014 le denunce nei confronti degli italiani sono cresciute del 40,1% e quelle nei confronti degli stranieri del 34,3%, nonostante la popolazione italiana sia risultata in leggera diminuzione e quella straniera più che raddoppiata nello stesso periodo. L’immigrazione, essendo anch’essa esposta alla devianza, ha indubbiamente introdotto delle modifiche nel panorama italiano della criminalità. Un confronto sul tasso differenziato di criminalità tra gli italiani e gli stranieri (una parte ben distinta di essi: i residenti) è stato condotto dal Centro Studi e Ricerche Idos con il supporto dell’agenzia di informazione Redattore Sociale, a distanza di una decina d’anni, con una conclusione opposta a quella di Barbagli [7]. Qualche sera fa il leader del Pd Matteo Renzi al direttore de Il … Per evitare interpretazioni di fantasia a sostegno dell’indifendibile si potrebbe approfondire ma qui non viene data questa possibilità. Un’analisi dei dati sulle violenze sessuali pubblicata da TPI News rivela che la maggior parte degli stupri sono commessi da cittadini italiani. Le 35 fattispecie delittuose per le quali vengono forniti o dati disaggregati, coprono il 57,7% delle denunce presentate contro italiani e il 61,6% di quelle sporte contro stranieri. L’usuale associazione tra immigrazione e delinquenza spesso è dovuta, più che a una riflessione sulla materia, a un senso di paura (specie dopo l’aumento degli sbarchi e la difficile ripresa del sistema economico) e, per di più, la sindrome del “capro espiatorio” si diffonde più facilmente tra una popolazione, che è soggetta a un processo di invecchiamento e di diminuzione e assiste a un sensibile aumento della popolazione immigrata. Dal 2008 al 2015 non si è registrato in nessuno dei cinque indicatori analizzati un incremento del valore, anzi nella maggior parte dei casi la tendenza è alla decrescita. Cosa significa questo?? La criminalità in Italia è ai minimi storici, soprattutto per quanto riguarda i crimini più violenti ed è per molti reati inferiore ai livelli di criminalità degli altri paesi europei. Come mai? Non sono riusciti a regolarizzarsi. Quasi tutti sono stranieri irregolari e più della metà è in carcere come misura preventiva perché gli stranieri irregolari, a differenza degli italiani, non riescono ad accedere alle misure alternative per mancanza, reale o presunta, di un domicilio stabile, o per difficoltà ad ottenere una tutela legale qualificata. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Considerando i reati più gravi, come ad esempio la criminalità organizzata, il 98,7 per cento dei detenuti condannati per tali delitti è italiano e solo l'1,2 per cento è straniero. Tra gli italiani prevalgono con riferimento al 2014, i seguenti delitti: furti (9,3% di tutte le denunce), truffe e frodi informatiche (8,7%), minacce (7,2%), ingiurie (6,2%), lesioni dolose (5,5%), danneggiamenti (3,1%), ricettazione (2,7%), rapine (2,0%), percosse (1,2%), estorsioni (1,1%). L'affermazione più eclatante poi, che fa trasparire quanti pregiudizi abbia l'autore verso questo delicato tema, è quella che "non sono gli stranieri regolari ad essere criminali, quindi ma solo quelli irregolari". I reati commessi dai cittadini cinesi in Italia riguardano prevalentemente la violazione delle norme sull’immigrazione, corrispondenti nel periodo 2004-2010 a 28.464 persone denunciate, tra queste 5.329 per promozione e favoreggiamento dell’immigrazione illegale. Nel 2005, delle 550.590 denunce con autore noto, 130.458 hanno riguardato gli stranieri, ma di esse solo il 28,9% (37.709 denunce) riguardano stranieri con un regolare permesso di soggiorno. Il modo in cui la criminalità, e le sue supposte correlazioni con l’immigrazione, viene raccontata dai mezzi di informazione è decisivo nel determinare la percezione che del fenomeno ha l’opinione pubblica. Oppure che i numeri, attuali, per il periodo 1° agosto 2016 al 31 luglio 2017 in cui 241.723 reati denunciati, e vengono riportati solo quelli per cui non è dato conoscere quelli non denunciati, sono del tutto inventati o che sono fisiologici come il brutto tempo d’autunno? Anche questi dati risentono di una certa approssimazione, perché sono condizionati dalla predisposizione della popolazione alla denuncia (non sempre riscontrabile tra le persone offese in considerazione degli inconvenienti burocratici che ne derivano o di altri fattori) e dall’efficacia investigativa delle forze di polizia (che può variare nel tempo). Mi raccontava un polizotto tedesco che alcune nazioni come la Germania impongono a polizia e giornalisti un codice deontologico che vieta di riferire nei reati penali qualsiasi informazione sulla provenienza degli autori se non assolutamente indispensabile per evitare di fomentare pregiudizi contro le minoranze. Vi è anche un altro aspetto statisticamente rilevante. Il volume reca sulla fascetta questa scritta. Immigrazione e sicurezza in Italia) hanno sempre dimostrato che il tasso di criminalità degli stranieri è superiore a quello degli italiani soprattutto per i reati predatori: solo di recente si vuol far credere che, per motivi imperscrutabili, il trend si sarebbe modificato.I risultati di una ricerca di Confcommercio del 2016 indicano che tra li italiani il tasso di criminali è del 4.3 su mille, tra gli stranieri regolari è del 8.5 su mille, tra li immigrati irregolari supero i 100. L'articolo presenta i dati ufficiali di Eurostat di ben 8 anni solari. Va precisato che sulle tre grandi collettività prima ricordate nelle edizioni Idos sono apparse degli studi che ridimensionano la tesi di “collettività canaglia”. di Dal 1990 ad oggi sono state fatte ben sette sanatorie, regolarizzando la bellezza di due milioni di clandestini, su una popolazione globale straniera di circa cinque milioni. ( dal link da Lei riportato https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?facetNode_1=1_5_16&facetNode_2=2_4&contentId=SST165666&previsiousPage=mg ) Non vi è stato questo aumento che invece lei sostiene successivamente, quando afferma che “la sanatoria a fronte di questi milioni di “regolarizzazioni” la percentuale di criminalità straniera in Italia è passata da 1,8 volte superiore alla media a, come detto (e come confermato anche dal grafico pubblicato dallo stesso autore) a 4,1 volte la media”. Do il mio consenso affinché un cookie salvi i miei dati (nome, email, sito web) per il prossimo commento. Un breve ma incisivo approfondimento di Patrizio Gonnella su Open Migration sulla questione della radicalizzazione nelle carceri italiane. Da inizio anni novanta il dato è in continua diminuzione, fino a livelli che gli studiosi dubitavano sarebbero mai stati raggiunti. Secondo quanto riportato dal Sole24ore un furto su due è commesso da stranieri, lo spaccio in strada è fatto prevalentemente da stranieri quindi è evidente che un numero minore di stranieri andrebbe ad incidere sulla diminuzione di questi reati. In tante altre occasioni abbiamo accolto le osservazioni, anche critiche, dei lettori, e abbiamo loro risposto, se sono poste in questo modo però ci riserveremo di non pubblicarle. b) Laddove dice che la “criminalità straniera” è maggiore 4,1 volte quella media a quale dato si riferisce? Tale tasso è dello 0,75% per gli italiani e, per gli stranieri regolarmente presenti, dell’1,41% se rapportato ai residenti e dell’1,24% se riferito a quelli complessivamente presenti, stimati da Idos. Data di pubblicazione: 13 maggio 2020. Anche se questa rilevazione, ripartita per regione, è disponibile a partire dal 1995, come anno di riferimento per verificare la variazione intervenuta, noi abbiamo scelto il 2007, l’anno prima dello scoppio della grande crisi economica mondiale. Anche in Italia, come evidenziato da diverse ricerche sul campo, è diffusa la propensione a considerare gli immigrati più un pericolo da cui difendersi piuttosto che dei nuovi cittadini da integrare. Perche' cio' non avviene? Nonostante le cronache riportino spesso tremende storie di violenza sessuale, anche questo indicatore di criminalità presenta in Italia valori più bassi rispetto a Francia, Germania e Regno Unito con 6,5 violenze sessuali ogni 100 mila abitanti nel 2015, e non mostra segni di crescita negli ultimi anni. Quindi nel 2015 è (fonte sole24ore http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/10/03/18162/ ) Rimini risulta la città con il maggior numero di reati (7.791 ogni 100.000 abitanti), seguita da Milano (7.636 ogni 100.000), Bologna (7.240), Torino (6.539), La prima città del meridione è Foggia (4.701 reati ogni 100.000 ab.) Il livello di criminalità generale in Italia è in linea e spesso sotto la media europea; per alcuni valori addirittura si situa al di sotto rispetto alla Francia, Germania e Regno Unito. Criminalità Il peso della componente straniera, ovvero delle persone di 18 anni e più nate all’estero, tra gli autori dei reati è andato aumentando a partire dagli anni Novanta, mentre prima di allora il … L'unica soluzione e' l'espulsione. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Certo che lo capisco, Lettore 314. La criminalità di strada coinvolge storicamente persone povere e ai margini della società, per diversi motivi. Immigrazione. Altrimenti, poiché il numero degli italiani è stato, nell’ultimo decennio, pressoché costante ed è notevolmente aumentato quello degli stranieri essendo i reati, in questo periodo, in calo lei ne potrebbe dedurre che è grazie alla presenza degli stranieri che sono calati i reati? Nei quattro paesi considerati la presenza di cittadini stranieri – comunitari e non – oscilla tra il 7 e l’11%. La ripartizione percentuale delle denunce tra stranieri con un permesso di soggiorno e gli altri stranieri è stata fornita dal Ministero dell’Interno sulla base dell’archivio Sdi ed è stata considerata applicabile anche alle denunce di fonte Istat, e Idos l’ha ritenuta valida (da notare che successivamente il Ministero dell’Interno non ha più reso nota questa disaggregazione). Se uno Stato africano rifiuta di prendersi indietro un suo cittadino pluricondannato perche' a chiederlo e' l'Italia e' un conto, diverso se si introduce il peso politico ed economico di un Continente con 450 milioni di persone. MINISTERO DELL‟INTERNO (2008), Gli stranieri e la sicurezza, Rapporto sulla criminalità in Italia, Capitolo IX. Se avesse letto, invece, le note informative del Ministero della Giustizia che accompagnano e spiegano i dati statistici che il Ministero pubblica, avrebbe saputo che sono definiti "imputati" anche coloro che hanno subito una condanna di primo o secondo grado. Salve, ringrazio prima di tutto ringrazio coloro che hanno espresso commenti, sia positivi che negativi. Le fonti ufficiali, ovvero l'ISTAT, il Ministero della Giustizia, ed il Ministero dell'Interno sconfessano quasi ogni cosa che leggo in questo sito. In effetti l’opera, di grande impegno per i dati acquisiti e i relativi commenti, suscitò molte polemiche. La valutazione globale dei 5 indicatori analizzati ci mostra sostanzialmente tre elementi: 1. Nelle aree Prodotti editoriali e Progetti di ricerca sono disponibili le principali analisi dedicate alla presenza straniera e alle migrazioni, suddivise per aree tematiche (ad es. Infine penso sarebbe interessante citare e osservare la ricerca effettuata dalle stesse forze dell'ordine ( o con queste in collaborazione non ricordo di preciso) circa l'esposizione degli stranieri ad un maggiore controllo rispetto agli autoctoni. Se un corriere della droga, con regolare visto per turismo, viene intercettato dalla polizia; se un turista venuto senza visto commette un furto in un supermercato e viene denunciato; se un uomo d’affari entrato regolarmente si dedica a traffici oscuri e viene scoperto dalle forze dell’ordine: in questi e in altri casi si afferma, indebitamente, che uno straniero (intendendo con tale termine una persona stabilitasi in Italia) ha violato la legge. Le città tradizionalmente ritenute più insicure come Napoli (4.397), Palermo (4.115) o Bari (4.620) evidenziano un numero di reati ben inferiore alle città del nord.